Alberto Pizzigoni

Benvenuti al nono appuntamento di Kato’s Gems. Oggi partiamo con “Mildness”, uscito nel 1988, è l’ultimo disco jazz di Alberto Pizzigoni, un maestro, uno dei migliori chitarristi italiani di sempre, che ha lavorato con tutti i nomi che contano della musica italiana e non solo (Trovajoli, Gianni Ferrio, Gorni Kramer, Gerry Mulligan) . Un album splendido, partorito con il suo trio, con Daliso Cervesato al contrabbasso e Sergio Palmieri alla batteria per un’oretta di musica magica. A volte la chitarra prende le sembianze di un piano rhodes ed il mood si muove tra jazz, blues, samba e bossa nova. Il testamento sonoro di un artista che dietro le quinte ha messo mano su cinquanta anni di musica italiana.

Joe Tex

Secondo disco del giorno:”I Gotcha” di Joe Tex, uscito nel 1972. Un classico, una delle bombe funk più deflagranti del secolo scorso, riportata in auge da Quentin Tarantino, che volle inserirla nella soundtrack di “Le Iene”. Un must have per tutti gli amanti del soul, tra numeri classici e groove contagiosi che sono molto più di una semplice cornice di quel “Mammut” musicale che è la title track.

Marvin Gaye-Tammi Terrell

Nel 1968 esce un disco cruciale la Motown Records, il secondo album della magica coppia Marvin Gaye-Tammi Terrell, “You’re all i need”. Prodotto da Johnny Bristol, il lavoro conferma la relazione speciale che c’era tra i due artisti, capaci di completarsi ed esplorarsi in maniera inedita per entrambi. Pochi mesi prima delle registrazioni, Tammi Terrell svenne sul palco tra le braccia di Gaye, a causa di un tumore maligno al cervello, che dopo una lunga battaglia se la porterà via nel marzo del ’70. Marvin Gaye non si riprese mai emotivamente da questa perdita, però da questo lavoro in poi tirò fuori una nuova emotività ed un carisma dal vivo, che diverrà il suo marchio di fabbrica. Ah, se ve lo state chiedendo, dalla title track circa 25 anni dopo Mehod Man e Mary J. Blige tireranno fuori uno dei pezzi più affascinanti della golden age del rap.