Carlos Santana

Per il nostro decimo appuntamento partiamo subito con un discone! “The Swing of delight” di Carlos Santana, uscito nel 1980. Il cast che partecipa all’album vede Herbie Hancock, Wayne Shorter, Tony Williams, Ron Carter, Armando Peraza, Harvey Mason, e produzione di David Rubinson. Già questo dovrebbe darvi indizi sulla bontà del disco, ma vi basti sapere che Santana è in modalità ispirata. Registra questo suo secondo disco solista con il nome Devadip che gli era stato dato dal suo Guru Sri Chinmoy, con il quale in quel periodo era in fortissima connessione. Un disco che arriva in un momento di vuoto particolare e ridà dignità alla fusion, impregnandolo di sfumature latin e indicando una nuova direzione

Stetsasonic

Ora è il momento di un po’ di Hip Hop anni 80, con “In Full Gear” degli Stetsasonic, uscito nel 1988. Il gruppo rappresenta l’original Hip Hop Band, che ha aperto la strada a The Roots e Arrested Development. Programmazioni, samples e strumenti si fondono alla perfezione grazie al genio di Prince Paul, uno dei producer più importanti della storia dell’Hip Hop. Un mix di jazz, funk, rap e qualche accenno dancehall, l’album riporta indietro a quando per sfondare innanzitutto dovevi fare della grande musica. Tutto questo incrociando questa musicalità con l’energia viscerale scuola Run-Dmc. I miei pezzi preferiti sono “Talkin’ all that jazz” “Sally” e “The Odad”.

The Persuaders

Soul Gem. Pochissimi dischi ma tutti potentissimi! Questi sono i The Persuaders. Nel 1973 il quartetto soul newyorchese fece il loro disco più bello, con grandi arrangiamenti e grandi armonie vocali. Campionati e coverizzati ad oltranza da gente che ha avuto molto più successo di loro, il gruppo aveva questa immagine dura e fiera in tutte le copertine, che strideva con l’idea di soul music rassicurante proposta dalla Motown.